Bereguardo, molti vengono a trascorrere la domenica in riva

al fiume. L’anziano pescatore: «Però il Ticino sembra ormai solo un grosso canale»
«Le mie vacanze al ponte di barche»

«Ci sono troppe alghe che sporcano l’acqua e anche tanti rifiuti abbandonati sul greto»


BEREGUARDO. Come ogni anno in estate il Ticino nella zona del ponte di barche diventa tradizionale meta di chi non può trascorrere le vacanze al mare, oppure sceglie l’ex fiume azzurro per una gita fuori porta. Sono in tanti sotto il sole torrido di luglio e agosto a scegliere di passare qualche ora lungo le rive del Ticino: un fiume che molti, soprattutto i più anziani, stentano a riconoscere. «Ormai più che un fiume il Ticino sembra un grosso canale - dichiara Luigi 70 anni ben portati e molti pomeriggi estivi passati a pescare sulle rive del Ticino -. Putroppo non è più quello di una volta, quasi ogni estate si parla di secca storica ma quest’anno si sta superando ogni limite, e pensare che sino a qualche anno fa, tutta questa ghiaia non c’era».  «Ormai la corrente e l’acqua sono tutte verso la sponda di Zerbolò e gran parte del ponte di barche appoggia sulla ghiaia, non galleggia sull’acqua - gli fa eco un altro pescatore, Adriano -. C’è sempre meno acqua e anche di pesci quest’anno se ne vedono molti meno».  «Sono anni che vengo qui a trascorrere la domenica pomeriggio e in effetti la situazione è critica - sottolinea uno dei componenti di una famiglia milanese - oltretutto ci sono anche le alghe che in certi punti fanno diventare il Ticino di un colore verdastro». «A me comunque il Ticino piace lo stesso - sottolinea Luca - un ragazzo di vent’anni - anche se mi piacerebbe vedere la spiaggia più curata, ad esempio occorrebbe aggiungere qualche cestino per l’immondizia». «Noi invece preferiamo la piscina almeno lì l’acqua è pulita - dichiarano invece tre ragazze - che percorrono il ponte di barche per recarsi nella vicina Ondasplash del Boscaccio. La zona del ponte di barche è molto bella - dichiarano tre ciclisti - noi siamo di Abbiategrasso e abbiamo percorso tutta la pista ciclabile del Naviglio di Bereguardo e poi siamo scesi qui. Certo occorre maggior cura in questa zona, il Ticino è una risorsa che deve essere valorizzata meglio».  «Occorrono anche maggiori cartelli illustrativi delle bellezze della zona e dei monumenti presenti come ad esempio il castello di Bereguardo - gli fa eco un altro cicloamatore di Ozzero - secondo me occorre fare di più anche per evitare quello che accade in questi giorni quando biciclette macchine e moto si trovano a percorrere una strada molto stretta come quella che conduce qui al ponte di barche». I due bar presenti a pochi passi dal fiume Ticino sono molto frequentati soprattutto la domenica pomeriggio, il sabato e il venerdì sera e gli esercenti già in passato avevano lamentato la carenza di parcheggi nella zona del ponte di barche. «Il fiume va tutelato - aveva sottolineato alcuni mesi fa Massimo Bernini, titolare di un locale nei pressi del ponte - bisogna evitare il posteggio selvaggio come avveniva in passato, però non si possono danneggiare i commercianti». «Si è parlato in passato di tanti progetti per migliorare la situazione dei parcheggi nella zona del ponte - ricorda Daniela Ecobi, titolare di un bar proprio all’imbocco del ponte - ma finora è stato fatto ben poco e i turisti dovrebbero capire che i posti sono limitati. però diminuire i parcheggi è sbagliato». Quello dei parcheggi è un problema sentito anche dai commercianti e dagli esercenti sulla sponda di Zerbolò e del Ticino - come il Boscaccio e il ristorante La Masseria che dispongono di parcheggi privati. Un altro problema che lamentano in molti e anche tanti turisti è la caoticità della situazione soprattutto la domenica pomeriggio. Quando soprattutto i ciclisti devono stare attenti alle numerose moto e e macchine che attraversano il ponte di barche. Ogni week-end la zona del ponte di barche è molto frequentata anche se alla fine di luglio e all’inizio di agosto molti habituè della zona partono e si registra un minor afflusso di turisti. Nonostante ciò la zona rimane molto appettibile per chi vuole passare alcune ore lungo il Ticino. Durante la settimana la zona del ponte di barche è meta soprattutto di comitive di ciclisti e pensionati. E alcuni anziani ricordano con malinconia i tempi in cui il Ticino era il fiume azzurro e siccità ed alghe erano parole sconosciute. Simone Tornielli